Descrizione
Questo oggetto di scena è una lampada da scrivania articolata, caratterizzata da un design che evoca lo stile industriale e vintage. La sua struttura è interamente realizzata in metallo, garantendo robustezza e stabilità, elementi fondamentali per l’utilizzo in ambienti di produzione professionale. La finitura in una tonalità di verde acqua lucido conferisce all’oggetto un aspetto distintivo e versatile, capace di integrarsi in diverse ambientazioni scenografiche senza dominare la scena ma aggiungendo un tocco di autenticità.
Caratteristiche Costruttive e Design
Il meccanismo di articolazione è un punto focale di questa lampada. È composto da un sistema di bracci snodati e molle a vista, che non solo permettono un’ampia gamma di regolazioni dell’altezza e dell’orientamento della luce, ma contribuiscono anche all’estetica complessiva dell’oggetto, richiamando le classiche lampade da architetto o da officina. Il paralume, di forma a cupola, è anch’esso in metallo verniciato e presenta delle fessure di ventilazione nella parte superiore, un dettaglio funzionale che aggiunge un ulteriore livello di realismo al design. La base, sebbene non completamente visibile, è progettata per fornire un supporto stabile, essenziale per la sicurezza e la facilità di posizionamento sul set.
Le dimensioni dell’oggetto, con un’altezza massima estesa di circa 70 cm e un diametro del paralume di circa 18 cm, lo rendono un elemento di arredo di dimensioni medie, facilmente gestibile e posizionabile in diverse configurazioni sceniche. La sua presenza è discreta ma significativa, in grado di arricchire visivamente un ambiente senza sovraccaricarlo. Questo prop è stato selezionato per la sua capacità di offrire un’estetica coerente e un’integrità strutturale, rendendolo un’aggiunta affidabile e di valore per qualsiasi preventivo di scenografia destinato a produzioni video e set fotografici. La sua natura di oggetto di scena lo rende un elemento funzionale per l’illuminazione d’ambiente o come semplice complemento d’arredo visivo.




